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lunedì 1 marzo 2010

Parole e Fauni

"Lord Henry continuò a giocare con quell'idea, ostinatamente: la scagliò in aria, la trasfigurò, la lasciò fuggire per poi riprenderla; usò la fantasia per darle colore, il paradosso per farla librare in alto. Man mano che parlava l'elogio della dissennatezza divenne pensiero. La filosofia stessa si fece giovane: parve quasi di vederla, con le vesti macchiate di vino e la corona di edera, seguire la musica sfrenata del Piacere e danzare come una Baccante sulle colline della vita, prendendosi gioco della lentezza di un sobrio Sileno."

Estratto da Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde, rappresenta per me uno di quei 'momenti' in cui le parole si fanno pittura, concetto che prendo in prestito dal motto oraziano Ut pictura poesis...citazione poco originale se fatta da una storica dell'arte, ma sempre efficace!


E, a proposito di sileni, vi mostro il mio preferito:







Conosciuto con il nome di Fauno Barberini, questo satiro ebbro e dormiente è stato proprietà del cardinale Francesco Barberini, come risulta dal registro dei suoi possedimenti.
Secondo alcuni studiosi si tratta di un marmo ellenistico, secondo altri di una copia. Si possono riconoscere gli attributi tipici del satiro: orecchie appuntite, pelle di pantera, coda, corona d'edera...e, vista la seduta, non è necessario l'alcool test per capire che è ubriaco!
Oggi si trova alla Glyptothek di Monaco... questo è uno dei tanti motivi per cui voglio andare in terra bavarese!!

Si accettano adesioni e programmi per la prossima gita fuori porta!

mercoledì 27 gennaio 2010

Fucking Hell

Jake & Dinos Chapman, i due fratelli inglesi tra i più noti esponenti della generazione Young British Artists, sono gli autori di una famosa e scenografica opera dalla tribolata storia.
Nel 2000 viene alla luce Hell: nove grandi teche che contengono altrettanti plastici che rappresentano paesaggi infernali ricchi di atroci allegorie richiamanti il trionfo della morte di Brueghel e popolati da nazisti zombie e scheletri (30.000 miniature in totale). L’opera viene acquistata da Charles Saatchi, principale sostenitore della YBA, per 500.000 sterline e la stocca in un magazzino di una società specializzata nella conservazione di opere d’arte, la Momart. La sera del 24 Maggio 2004 un incendio devasta il magazzino ed Hell brucia insieme ad altre opere di proprietà di Saatchi.
Qualche anno più tardi, Francois Pinault, 34esimo uomo più ricco del mondo e nel frattempo divenuto uno dei più importanti collezionisti di arte contemporanea, offre ai fratelli Chapman 15 milioni di sterline per una nuova edizione di Hell.
Così nel 2008 nasce, grazie al lavoro di un esercito di assistenti, Fucking Hell, considerata dai fratelli una versione “aggiornata, migliore, più grande e luminosa” della precedente.
Attualmente Fucking Hell è esposta a Venezia, a Punta della Dogana e sicuramente merita una visita.




giovedì 7 gennaio 2010

Qui, nella bottega del Cavalier d'Arpino, dipingo della frutta. Non faccio altro: il lavoro di bottega richiede una suddivisione del lavoro tra i pittori.
Non era proprio quello che mi aspettavo, arrivato da Milano: mi avevano parlato di Roma come del nuovo Parnaso, dove persone nobili di sangue e di spirito desiderano cose d'arte per i loro palazzi, per le chiese, per le strade...io, invece, qui faccio quello che avrei potuto fare in una qualsiasi bottega in un qualsiasi altro posto d'Italia! Mi farò strada a forza di spintoni e quando sarò così nervoso e insoddisfatto da non riuscire proprio a lavorare, troverò altro di cui occuparmi...la notte, nei dintorni di piazza Navona...lì sì che c'è un pò di vita!
Io dipingo frutta e a quanto pare la mia frutta piace.
Dipingo e penso intanto al tempo che passa, che si infiltra anche nelle piccole cose: in un acino d'uva, in una foglia di vite.
E La luce: che potere ha? Il tempo rivela la caducità delle cose e la luce ne cattura lo stato effimero, ne tira fuori l'anima.
Anche la luce può essere acerba, matura o decadente...come la frutta. La luce racconta, quanto le cose. La luce e ancor più le tenebre, accarezzano, schiacciano, liberano, nascondono e rivelano l'uomo.
Penso a questo mentre dipingo i miei frutti maturi. Questi emergono, dal buio e si manifestano in tutta la loro essenza di verità. Guardando il riflesso in un gioco di specchi, vedo l'oggetto della mia contemplazione immerso in una luce reale o fittizia che ne accentua o nasconde le caratteristiche. cerco di dare l'immortalità a ciò che vedo.
Prima o poi avrò altre commissioni, potrò dipingere anche storie di uomini per le chiese o per qualche importante palazzo romano...
E farò così, anche quando si tratterà di dipingere gli uomini! I narratori nelle mie tele saranno due: la luce e l'oscurità. Loro narreranno degli uomini, dei loro amori, delle loro passioni e dei loro vizi.
Così gli uomini saranno umili, se così sono di condizione, violenti, se questo è il loro temperamento, spaventati, se di fronte al volere di dio o degli uomini a volte, ahimé, non si può provare altro.
E la luce, prorompente, mostrerà quello che dell'uomo ci è concesso vedere...il resto lo si lascia al baratro profondo della non-coscienza umana, cupa e violenta, come l'oscurità.


Caravaggio, Martirio di San Matteo, 1600-02, Roma, Chiesa di San Luigi dei Francesi, cappella Contarelli.